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    Stadio #12 – Ciò che conta di più

    Il mio telefono vomita hashtag. Lo fa anche il pc. Sento l’ansia che il mondo intorno a me ha nel definirmi, nel dirmi che voglio, chi sono e chi diventerò. È un’ansia che non abbiamo, ma che alla fine diventa nostra. Come con i barattoli di spezie in cucina, cominciamo a riempire di etichette ogni cosa, dalle foto su Instagram alle persone che ci circondano, con la spasmodica semplicità con cui nascondiamo parole ed emoji dietro una manciata di hashtag. Ce ne sono una miriade, uno per ogni parola esistente al mondo. È impossibile sceglierne uno, uno soltanto, in cui identificarsi. Li vorremmo usare tutti, farne scorpacciata, come fa mamma…

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    Stadio #11 – Pessimo bugiardo

    Secondo uno studio condotto dal dipartimento di psicologia sperimentale dello University College of London, il nostro cervello si abitua alle bugie. In sostanza, l’amigdala – la ghiandola nel cervello che regola le nostre emozioni e che normalmente dovrebbe farci provare il senso di colpa o vergogna – diminuisce la sua azione man mano aumentano le bugie. Insomma, più ne diciamo, più ci abitueremo a dirle. La bugia. Forma di interazione elementare, la impariamo subito, sin da bambini, perché ci offre un vantaggio immediato, da consumare avidamente. Ma il suo dolce sapore è effimero. Sì, perché la bugia confonde, ma non risolve. È un male assoluto? Forse un male necessario. Un vizio, un’arma, uno…

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    Stadio #10 – Ciò che senti

    La scorsa estate, era iniziata con un bizzarro video proveniente dalla Cina impazzato sul web.Un gambero, già immerso in una pentola di zuppa bollente si dimena nel disperato tentativo di sopravvivere.Nel giro di pochi secondi, accade l’inaspettato: per sfuggire a morte certa, il crostaceo si amputa una chela apparentemente rimasta impigliata tra gli ingredienti della zuppa, riuscendo così a scappare. Il video, postato su Weibo (il Facebook cinese, diciamo così) e diventato virale in pochissimo tempo, ha toccato il cuore di milioni di utenti in tutto il mondo, che hanno pregato il cuoco di risparmiare l’intrepido gambero.  Fa sorridere, il gambero temerario, che proprio non vuole morire. Da dove arriva,…

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    Stadio #9 – Luna fredda

    Il nuovo anno era iniziato con dei semi di cotone piantati sulla luna. Nell’ambito di un’ambiziosa missione spaziale cinese che aveva raggiunto il lato nascosto del nostro satellite, aveva tra i suoi scopi il tentativo di creare un ecosistema naturale in un nuovo mondo. Una missione curiosa, romantica, che, nel giro di qualche giorno, aveva visto letteralmente sbocciare i suoi fiori. La notizia dei germogli di cotone sulla luna ha fatto il giro del mondo, riempiendo senza un particolare motivo i nostri occhi e il nostro petto di speranza. La speranza che sboccia là dove credevamo impossibile. Se 10 anni fa ti avessero detto “ehi, pianterò il cotone sulla luna”,…

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    Stadio #8 – Buoni propositi

    Ci sono due momenti all’anno in cui sentiamo il bisogno di tirare le somme, fare bilanci. Il primo ricorre ogni settembre, subito dopo l’estate, quando – forse condizionati dai tanti anni passati tra i banchi di scuola e università – arriva il momento di lasciarsi alle spalle la spensieratezza portata dalle onde del mare e trovare la concentrazione per iniziare nuovi progetti.Il secondo è il 31 dicembre. L’anno solare è finito. Uno nuovo sta per cominciare e, incoraggiati dalle stelle che ispirano oroscopi ogni anno più ottimistici, formuliamo nuovi piani, esprimiamo desideri – nuovi o vecchi mai realizzati.Li chiamiamo buoni propositi. Perché l’intento, la volontà di realizzarli, è forte e…

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    Stadio #7 – Resistenza

    Sylvia Rivera doveva averne proprio le tasche piene. È per questo che quella notte decise di sfilarsi la sua bellissima scarpa col tacco a spillo e scagliarla contro un agente di polizia. Sylvia non era impazzita, era solo stanca. Stanca e incazzata. Non vi racconterò la storia di Sylvia, di cosa accadde in quella notte di giugno del ’69, né di come quel tacco – che per alcuni fu una bottiglia – cambiò la storia di centinaia, migliaia, milioni di persone in tutto il mondo. Da allora e nei decenni a seguire. È tutto su Wikipedia. Da quella notte niente fu più come prima. Le stelle che splendevano nel cielo di…

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    Stadio #6 – Torce

    89 gradi 15 minuti 50,8 secondi. Sono le coordinate della Stella Polare. Ad un alieno in un punto imprecisato dell’universo, sembrerà una stella qualsiasi, uguale a tante altre. Ma per un terrestre, ha un’importanza fondamentale: in qualsiasi posto ti trovi nell’emisfero settentrionale, saprai che la stella polare indica il nord. Non importa quante difficoltà tu debba affrontare. Nell’oceano più tempestoso, nella foresta più minacciosa, nella notte più oscura, saprai che quel punto luminoso in alto nel cielo è il nord, e ti aiuterà a trovare la strada verso casa. Certo, ci sono molti modi di perdersi, anche restando fermi. Veniamo travolti da eventi che credevamo non potessero sfiorarci, o sconvolgiamo equilibri inalterabili con le nostre…

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    Stadio #5 – Far Credere

    In Giappone rispondono al telefono dicendo “Moshi Moshi”. Moshi è un modo per dire “ciao” ma per lo più viene utilizzato per rispondere al telefono. È la versione orientale del nostro “pronto?” – ma pronto chi poi? Per cosa? E viene ripetuto due volte. Moshi Moshi. E il motivo è molto semplice: all’altro capo potrebbe esserci una kitsune. Kitsune significa volpe, e nel folklore giapponese rappresenta un essere soprannaturale super intelligente con la capacità di cambiare aspetto. La specialità della kitsune è l’inganno. Può far credere di essere qualcun altro a chiunque e in qualsiasi momento. Il suo unico punto debole è il linguaggio: la volpe ha difficoltà nel pronunciare o comprendere parole…

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    Stadio #4 – Impossibile

    “Guardali, sono miracoli che volano” diceva sempre papà.  Già in quelle prime, splendide, giornate di maggio potevi vederli. Volavano da una zagara a un giglio, passando per una rosa e una fresia. Lentamente, come se fossero sospesi nell’aria.  Papà diceva che erano calabroni, i cugini maggiori delle api.  In realtà si sbagliava: erano bombi. I bombi sono degli insetti tracagnotti appartenenti alla famiglia degli apidi. La differenza rispetto ai calabroni (appartenenti alla famiglia dei vespidi) è che, come le api, raccolgono nettare e polline per nutrire i loro cuccioli.  La loro particolarità è che a causa del loro peso e di ali troppo piccole per sostenerlo, i bombi non potrebbero…

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    Stadio #3 – Compassione per il Diavolo

    Gesù disse che chi mostra compassione, entra in Paradiso. Lo disse dall’alto di una montagna, di fronte un sacco di gente. Compassione. Una parola greca che vuol dire “soffrire insieme”. Da non confondere con la “pietà” – che mette un muro tra il nostro cuore e quello di chi soffre – o con l’empatia. Simili, ma diverse. Troppo diverse. Ne parliamo un’altra volta però. Uno scrittore statunitense col pallino dei miracoli, dice che “la compassione riflette l’anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l’altro”. E se è facile provare compassione per quelli che il comune sentire definirebbe deboli, quei buoni sbeffeggiati dalla vita, quanto può essere difficile essere compassionevoli per i cattivi?…