Evoluzione

Stadio #3 – Compassione per il Diavolo

Gesù disse che chi mostra compassione, entra in Paradiso. Lo disse dall’alto di una montagna, di fronte un sacco di gente.
Compassione. Una parola greca che vuol dire “soffrire insieme”. Da non confondere con la “pietà” – che mette un muro tra il nostro cuore e quello di chi soffre – o con l’empatia. Simili, ma diverse. Troppo diverse. Ne parliamo un’altra volta però.

Uno scrittore statunitense col pallino dei miracoli, dice che “la compassione riflette l’anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l’altro”. E se è facile provare compassione per quelli che il comune sentire definirebbe deboli, quei buoni sbeffeggiati dalla vita, quanto può essere difficile essere compassionevoli per i cattivi? Può essere la Regina Cattiva di Biancaneve, il pazzo esaltato di un reality show, il bullo che in una scuola di Lucca ha aggredito, schernito e umiliato il suo professore tra le risa dei compagni o un pazzo americano leader del mondo libero nonostante gli improbabili capelli arancioni.
Franca Leosini potrebbe scriverci un trattato.
Il fatto è che trasformarsi in cattivi per combattere i cattivi è fin troppo semplice, non richiede alcun sforzo. La cosa difficile che può aiutarci a essere delle persone migliori è lasciarsi andare e abbracciare la compassione. La compassione per il Diavolo.

 

Illustration: Jack Daly

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