Evoluzione

Stadio #4 – Impossibile

“Guardali, sono miracoli che volano” diceva sempre papà. 

Già in quelle prime, splendide, giornate di maggio potevi vederli. Volavano da una zagara a un giglio, passando per una rosa e una fresia. Lentamente, come se fossero sospesi nell’aria. 

Papà diceva che erano calabroni, i cugini maggiori delle api. 

In realtà si sbagliava: erano bombi. I bombi sono degli insetti tracagnotti appartenenti alla famiglia degli apidi. La differenza rispetto ai calabroni (appartenenti alla famiglia dei vespidi) è che, come le api, raccolgono nettare e polline per nutrire i loro cuccioli. 

La loro particolarità è che a causa del loro peso e di ali troppo piccole per sostenerlo, i bombi non potrebbero volare. 

Lo dice la scienza. Lo dice la matematica. Lunghi algoritmi e complesse equazioni algebriche attraverso le quali la natura opera e si fa comprendere dagli uomini, hanno deciso che per il bombo, volare è impossibile. 

È come quella maestra che ti diceva che non saresti mai diventato qualcuno. La fidanzata che ti diceva che non avresti combinato nulla nella vita. L’amico convinto che lei era troppo per te. Le parole si insinuano nella testa, fino a trasformarsi in idee, convinzioni. E le convinzioni diventano realtà. 

Eppure il bombo vola. Secoli di speculazioni e leggende metropolitane si sono accanite su questo piccolo miracolo della natura e sulle sue ali, che con una piccola torsione sulla superficie e una frequenza di 230 battiti al secondo, lo rendono diverso da qualsiasi volatile esistente. Ma questo il bombo non lo sa. Gli altri pensano che lui sia troppo ciccione per volare ma a lui non importa. Batte le ali, fottendosene delle equazioni e vola, facendo incetta di polline tra un fiore e l’altro.

Ecco qual è il punto. Ricordatevi di essere dei superbi, grassi, bombi che volano alla faccia di ogni equazione matematica avversa pronta a sbattervi in faccia i limiti del possibile e dell’impossibile. 

Saranno proprio le vostre piccole, frenetiche ali ricurve a permettervi di essere dei bellissimi “miracoli che volano”. 

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