Evoluzione

Stadio #10 – Ciò che senti

La scorsa estate, era iniziata con un bizzarro video proveniente dalla Cina impazzato sul web.
Un gambero, già immerso in una pentola di zuppa bollente si dimena nel disperato tentativo di sopravvivere.
Nel giro di pochi secondi, accade l’inaspettato: per sfuggire a morte certa, il crostaceo si amputa una chela apparentemente rimasta impigliata tra gli ingredienti della zuppa, riuscendo così a scappare.

Il video, postato su Weibo (il Facebook cinese, diciamo così) e diventato virale in pochissimo tempo, ha toccato il cuore di milioni di utenti in tutto il mondo, che hanno pregato il cuoco di risparmiare l’intrepido gambero. 

Fa sorridere, il gambero temerario, che proprio non vuole morire. Da dove arriva, quell’impeto, quella voce fatta di piccole, impercettibili oscillazioni che ha fatto vibrare le sue antenne e che suggeriva “tagliati una chela altrimenti muori”?

È l’istinto di sopravvivenza che accomuna uomini, animali e probabilmente anche le piante – avete presente le ortiche? – quel moto che ci spinge a oltrepassare il limite che credevamo invalicabile, a tradire quel principio che per noi era sacro, a sopportare un dolore impossibile, a rinunciare a una parte di noi che credevamo essenziale.

Vedi ancora quel limite? Credi ancora in quel principio? Provi quel dolore?
Non vedi più niente, non credi più in niente, non provi più niente. C’è solo quell’istinto di essere ancora lì, di restare vivi. Raccontami ciò che senti.

 

Photo by David Romualdo on Unsplash

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