• Adattamento

    Stadio #12 – Ciò che conta di più

    Il mio telefono vomita hashtag. Lo fa anche il pc. Sento l’ansia che il mondo intorno a me ha nel definirmi, nel dirmi che voglio, chi sono e chi diventerò. È un’ansia che non abbiamo, ma che alla fine diventa nostra. Come con i barattoli di spezie in cucina, cominciamo a riempire di etichette ogni cosa, dalle foto su Instagram alle persone che ci circondano, con la spasmodica semplicità con cui nascondiamo parole ed emoji dietro una manciata di hashtag. Ce ne sono una miriade, uno per ogni parola esistente al mondo. È impossibile sceglierne uno, uno soltanto, in cui identificarsi. Li vorremmo usare tutti, farne scorpacciata, come fa mamma…

  • Adattamento

    Stadio #11 – Pessimo bugiardo

    Secondo uno studio condotto dal dipartimento di psicologia sperimentale dello University College of London, il nostro cervello si abitua alle bugie. In sostanza, l’amigdala – la ghiandola nel cervello che regola le nostre emozioni e che normalmente dovrebbe farci provare il senso di colpa o vergogna – diminuisce la sua azione man mano aumentano le bugie. Insomma, più ne diciamo, più ci abitueremo a dirle. La bugia. Forma di interazione elementare, la impariamo subito, sin da bambini, perché ci offre un vantaggio immediato, da consumare avidamente. Ma il suo dolce sapore è effimero. Sì, perché la bugia confonde, ma non risolve. È un male assoluto? Forse un male necessario. Un vizio, un’arma, uno…